Storia

StoriaLo statuto originale1 e la testimonianza dello storico A. Salvemini2 attestano che la Confraternita di Maria SS. Assunta in Cielo sorse da una preesistente adunanza di devoti della Beata Vergine che, alla fine del Settecento, aveva costituito spontaneamente un gruppo di preghiera presso la chiesa della SS. Trinità (vulgo S. Anna) allo scopo di promuovere la recita quotidiana serale del Santo Rosario. La pia adunanza conobbe in breve un notevole sviluppo al punto che, nel 1809, acquistò la pregevole immagine in legno policromo raffigurante la Beata Vergine Maria Assunta in Cielo, realizzata dal noto scultore napoletano Francesco Verzella3.
Nello stesso periodo, essendosi accresciuto il numero degli associati, la Pia Unione dell’Assunta chiese ed ottenne di trasferirsi presso la chiesa di San Domenico che, a seguito della soppressione degli ordini religiosi ordinata da re Gioacchino Murat, era rimasta inutilizzata perché espropriata ai frati domenicani e incamerata nel demanio statale. In San Domenico l’adunanza ottenne il permesso dalle autorità religiose di vestire un abito-uniforme da indossare nelle pubbliche cerimonie e, pochi giorni dopo, il 10 giugno 1812, assunse la fisionomia delle locali Confraternite, seppure in attesa del riconoscimento dell’identità giuridica.
Poco dopo, il monastero benedettino femminile di San Pietro nella città vecchia venne dichiarato inagibile. Alle suore fu concesso allora l’utilizzo del complesso di San Domenico con l’annessa chiesa dove la Pia Unione dell’Assunta celebrava le sacre funzioni, arrecando notevole disagio al regolare svolgimento delle attività dell’Unione stessa. Intanto, il 22 marzo 1815, lo Statuto fu sottoposto dal Ministro dell’Interno all’attenzione dell’Autorità Regia, che concesse il beneplacito affinché la Pia Adunanza si erigesse in Confraternita, a condizione che, però, alcuni articoli venissero modificati4.
L’erezione della Confraternita fu definitivamente riconosciuta il 28 marzo 1815, come si rileva da apposita documentazione inviata alla Commissione Amministrativa di Molfetta, essendo Priore il dottor fisico Michele Romano. Dallo Statuto si desumono le finalità principalmente di culto alla Beata Vergine Maria, onorata con la recita della “Quindicina” in preparazione alla festa liturgica di agosto, e la festa esterna con annessa processione celebrata in settembre, la domenica nell’ottava della festa della Natività di Maria. Restava sancita, però, la partecipazione serale al Santo Rosario presso la chiesa della SS. Trinità, cui due confratelli dovevano partecipare indossando l’abito o almeno la medaglia. La Confraternita si impegnava, inoltre, in attività caritative come la periodica raccolta di elemosine per gli indigenti e l’assistenza ai malati dell’ospedale civico sotto le direttive del cappellano il primo lunedì di ogni mese, indossando la medaglia. Potevano iscriversi confratelli e consorelle, il cui numero restava indeterminato. Era priva di rendite e sovvenzionata essenzialmente dalle offerte degli associati che, presumibilmente, appartenevano tutti al ceto contadino, come si è perpetuato sino agli ultimi decenni e come si apprende da diversi autori di storia locale.
La neonata Confraternita si trovava, però, nella necessità imminente di cambiare locazione. Il Priore Sergio de Fazio avanzò richiesta al Ministro di Grazia e Giustizia e degli Affari Ecclesiastici di utilizzare momentaneamente la chiesa di San Pietro, come si rileva da apposita documentazione reperita nell’Archivio Comunale di Molfetta5. Il giorno successivo giunse comunicazione dall’Intendente di Terra di Bari al Sindaco di Molfetta Vitangelo Cozzoli, con cui si autorizzava il trasferimento provvisorio della Confraternita, che fu realizzato il 5 novembre 1815, come si rileva da apposito inventario dei beni esistenti in San Pietro e nella sacrestia.
In seguito il sacerdote Francesco Saverio Luigi Nisio, parroco dell’erigenda chiesa di San Gennaro, trovandosi nelle ristrettezze economiche e, dunque, impossibilitato a completare la costruzione del nuovo tempio, propose alla Confraternita dell’Assunta di trasferirsi in San Gennaro presso il cappellone di Ponente, ancora al rustico, con la condizione che la Confraternita ne acquisisse l’uso perpetuo col pagamento di dieci ducati annui da versarsi il 1° maggio di ogni anno per dieci anni, sino al 1826, realizzando a proprie spese e a proprio piacimento l’altare, la nicchia in cui collocare l’immagine dell’Assunta del Verzella e tutti i quadri, gli stucchi e il pavimento del cappellone. Inoltre alla Confraternita fu ceduta la sottostante area della cripta, destinata a sepolcro per i confratelli e consorelle defunti, a condizione che fosse posta a spese della Confraternita una iscrizione sul pavimento indicante la sepoltura dei defunti del Sodalizio. Inoltre, il parroco concesse l’uso di un locale da utilizzare come deposito dei beni di proprietà del Sodalizio, l’utilizzo dell’altare maggiore, dell’organo e delle campane. Il trasferimento in San Gennaro avvenne il 5 giugno 1816 con la stipula di relativo strumento pubblico redatto dal notaio Domenico Minutillo6, attualmente custodito presso la Curia Diocesana e, in copia fotostatica, presso la sede della Confraternita.
Negli anni successivi divamparono numerose controversie con le Confraternite coeve del Buon Consiglio e del Carmelo, talora trascinatesi innanzi alle autorità giuridiche, per i diritti di precedenza nelle processioni determinati dalle rispettive anzianità, sino al 2 marzo 1837, anno in cui Ferdinando II, tornati i Borboni sul trono delle Due Sicilie, dovette confrontarsi con i decreti promulgati da Gioacchino Murat durante la parentesi rivoluzionaria. Re Ferdinando confermò il decreto di riconoscimento sulla fondazione della Confraternita, sancendo definitivamente che la data di fondazione fosse quella dell’approvazione delle regole, il 28 marzo 1815.
Probabilmente attorno al 18387 la Confraternita fu invitata per la prima volta alla processione del Venerdì Santo dall’Arciconfraternita di Santo Stefano per recare a spalla la sacra immagine del Cristo nell’Orto. Nel 18628 la Confraternita si munì di una cappella cimiteriale, sospendendo l’usanza delle sepolture nella cripta del cappellone dell’Assunta, in ottemperanza all’editto di Saint-Cloud che, nel 1806, era stato esteso al territorio Italiano da Napoleone, vietando le sepolture dei morti in città. Il 31 luglio 18809 la Confraternita ottenne il permesso di accorpare la festa esterna dell’Assunta a quella liturgica, celebrando la processione del simulacro del Verzella nelle ore pomeridiane del 15 agosto di ogni anno anziché in settembre. Nel 1929 la Confraternita fu invitata a sostituire la Confraternita del Carmine nella processione del Sabato Santo per condurre l’immagine di San Pietro Apostolo su invito dell’Arciconfraternita della Morte, cui rispose positivamente con risoluzione assembleare del 19 marzo 192910, come si apprende da relativo verbale. Successive modificazioni nell’assetto di quella processione, riguardanti il numero delle statue e le Confraternite partecipanti, coinvolse nuovamente nel 1935 la Confraternita dell’Assunta con un invito definitivo alla partecipazione annuale alla processione, che fu regolato con strumento pubblico innanzi ad un regio notaio11.
Nel 1950 la Confraternita accolse con gioia la proclamazione del dogma dell’Assunzione della Beata Vergine Maria al Cielo in anima e corpo con solenni festeggiamenti. Nel 1958 fu istituita in San Gennaro la Pia Unione Femminile di Maria SS. Assunta in Cielo, aggregata alla Confraternita. Questa forma associativa accolse le consorelle, che furono sottoposte a specifico regolamento formulato l’8 maggio e approvato nel giugno successivo, mentre la Confraternita continuò a raccogliere solo i confratelli. Il provvedimento intendeva valorizzare maggiormente la componente femminile della Confraternita che proseguiva l’esperienza spirituale in una forma associativa specifica che restava sempre legata alla Confraternita e sottoposta all’autorità del Priore secondo le modalità specificate dall’apposito regolamento12 conservato in originale presso la Curia Diocesana, di cui si conserva copia fotostatica presso la sede.
Nei primi anni novanta emerse la necessità di formulare un nuovo regolamento rispondente alla nuova epoca, essendo ormai del tutto desueto quello ottocentesco. La Confraternita dell’Assunta si resse sugli usi e consuetudini locali sino all’approvazione, nell’anno giubilare 2000, del primo Regolamento Interno dell’epoca contemporanea, a integrazione dello Statuto Diocesano, promulgato da mons. Donato Negro il 31 gennaio 2000. Seguì l’attuale versione del Regolamento Interno, rispondente alle mutate esigenze dei tempi, a integrazione nel nuovo Statuto Diocesano approvato in data 1° dicembre 2011 da mons. Luigi Martella, Vescovo della Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi.

-------------------

1 ARCHIVIO CONFRATERNITA DELL’ASSUNTA (ACA), Regolamenti e Statuti per la Congregazione di Maria SS.ma Assunta del Comune di Molfetta, dal fascicolo Regole ed istrumento d’istallazione della Congrega di Maria S.ma Assunta in Cielo nella Parrocchia di San Gennaro, 1815.
2 A. SALVEMINI, Saggio storico della Città di Molfetta, Napoli 1878.
3 Si desume da relativa iscrizione posta sul retro della scultura.
4 ARCHIVIO DI STATO DI BARI - CONSIGLIO GENERALE DEGLI OSPIZI, Congrega Maria SS.ma dell’Assunta, Regolamento e statuto con modificazione di alcuni articoli, carte amm., b. 116, fasc. 2087. Sono ivi reperibili due copie del regolamento, una del 1815 e una redatta nel 1838.
5 ARCHIVIO COMUNALE DI MOLFETTA, cat. 2, vol. 42, fasc. 1.
6 ACA, Istromento di convenzione, 5 giugno 1816.
7 G. DEL ROSSO, Appunti e note storiche sugli itinerari processionali della processione del Venerdì Santo, in G. A. DEL VESCOVO - M. M. MAGARELLI, Il Venerdì dei Misteri, 170.
8 Si apprende da apposita iscrizione lapidea posta sull’ingresso.
9 ACA, Permesso di effettuare la processione ai vespri del 15 agosto, 31 luglio 1880.
10 ACA, Libro dei verbali del 1889.
11 G. AMATO - L. PAPPAGALLO - C. PISANI, La chiesa Santa Maria de Principe e l’Arciconfraternita della Morte, Mezzina, Molfetta 2003, 106
12 ACA, Regolamento per l’istallazione della Pia Associazione Femminile di Maria SS. Assunta in Cielo, 1958.

*Foto di: Giuseppe de Robertis

Prossimi appuntamenti

31/07/2019 - 18.30
Quindicina
Inizio della tradizionale "Quindicina" in onore di Maria SS.Assunta in Cielo.


 

Statuto e Regolamento interno
Copertina
 
Pubblicazioni
Copertina